L’ITSM diventa il ‘cervello operativo’ dell’industria
In questa edizione della rubrica “Lo Sguardo del CEO”, Serman Nerjaku condivide la sua visione su come l’ITSM nel settore manifatturiero stia evolvendo, trasformando sia i processi operativi sia l’approccio dei leader del settore.
C’è stato un tempo in cui l’IT Service Management era confinato al perimetro dell’assistenza tecnica. Oggi, nella manifattura avanzata, quella visione appare anacronistica. La fabbrica contemporanea è una rete viva di sistemi MES, ERP, infrastrutture, macchinari connessi e piattaforme di analisi. Ogni linea produttiva è sostenuta da un tessuto digitale che lavora in tempo reale e, quando si verifica un’interruzione, ciò che prima era considerato semplicemente un guasto tecnico diventa un evento che attraversa produzione, qualità, supply chain e pianificazione finanziaria. La maturità digitale in questo tipo di aziende ha progressivamente ampliato il ruolo della gestione dei flussi informativi, che oggi occupa uno spazio sempre più rilevante e persino strategico per le leadership aziendali.
Tuttavia, molti manager hanno iniziato a rendersi conto che la sfida non è solo tecnologica, ma anche organizzativa, soprattutto dopo che l’industria ha investito massicciamente in automazione e integrazione. L’interconnessione tra IT e tecnologia operativa ha aumentato l’efficienza, ma ha anche amplificato l’impatto di ogni errore.
Un aggiornamento software non coordinato, una modifica non tracciata, una configurazione errata possono avere effetti a catena sull’intero ciclo produttivo. E senza una regia capace di collegare asset e processi, la risposta agli incidenti rischia di essere dispersiva proprio quando la rapidità è più che mai determinante.
E le dinamiche di mercato confermano questa trasformazione. Secondo le previsioni pubblicate da Gartner, entro il 2026 una parte rilevante delle applicazioni aziendali integrerà funzionalità intelligenti orientate all’automazione operativa. Questo orientamento riguarda direttamente anche la manifattura, dove la digitalizzazione dei servizi interni diventa una leva di continuità e competitività. L’automazione, però, non può sostituire la governance, deve rafforzarla. Da qui l’importanza di una struttura adeguata che renda sostenibile la gestione di attività sempre più interconnesse senza perdere controllo sui processi.
L’ITSM evolve da semplice sistema di gestione dei ticket a infrastruttura di governo dei servizi digitali. Non si limita più a registrare richieste e incident, ma collega eventi operativi, processi di gestione e decisioni organizzative. Trasforma un fermo macchina in un incident tracciabile, una modifica tecnica in un cambiamento controllato, un problema ricorrente in un’informazione utile al miglioramento continuo. In un’industria sempre più integrata tra sistemi IT e produzione, diventa il punto di coordinamento dei processi di servizio, offrendo visibilità operativa e capacità di adattamento in contesti dove affidabilità e precisione sono fattori competitivi.
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