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Abbiamo ufficialmente superato la metà del 2026 e continuiamo a essere entusiasti di condividere con voi ciò che ha attirato la nostra attenzione nelle ultime settimane.
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💡 E se l’Italia investisse davvero nell’innovazione?
Entro il 2030, l’innovazione tecnologica potrebbe dare un forte impulso alla crescita dell’Italia. Secondo una recente proiezione di TEHA Group, società italiana di consulenza strategica e ricerca economica, il PIL nazionale potrebbe aumentare del 6,17%, generando circa 135,8 miliardi di dollari. Un risultato importante, che dipende però dalla capacità del Paese di colmare alcuni ritardi e investire con maggiore decisione nell’innovazione.
Ma da dove nasce questa stima? TEHA Group ha elaborato lo scenario “What If”, una simulazione che mostra cosa potrebbe accadere se l’Italia raggiungesse la media dei cinque Paesi UE più avanzati nelle aree decisive per lo sviluppo tecnologico. L’analisi ha confrontato la capacità innovativa di 49 Paesi attraverso 32 indicatori e ha ipotizzato che, entro il 2030, l’Italia possa salire fino al 23° posto nel Global Innosystem Index. Non si tratta quindi di una crescita già garantita, ma di un potenziale reale che potrebbe essere espresso rendendo l’innovazione una vera priorità nazionale.
Secondo il rapporto, il Paese dovrebbe concentrarsi su quattro priorità:
- Istruzione e competenze: aumentare gli investimenti nella formazione e ampliare il numero di persone con un titolo di studio terziario.
- Ricerca e sviluppo: destinare più risorse pubbliche e private alla R&S per accelerare il passaggio dalla ricerca alle applicazioni industriali.
- Ecosistema digitale: aumentare il numero di sviluppatori software e sostenere la crescita delle imprese tecnologiche ad alto potenziale.
- Attrazione internazionale: portare in Italia più studenti e investimenti esteri per rafforzare la competitività del sistema.
Questa capacità di innovare in Italia è anche alla base del nostro lavoro in Deepser, l’unica piattaforma di Service Management 100% italiana, già utilizzata da oltre 350.000 utenti. Sviluppiamo interamente in Europa una tecnologia con AI nativa e conforme agli standard europei, affiancando i nostri clienti con un team che conosce da vicino il mercato italiano.
Vuoi saperne di più? Parla con il nostro team commerciale.

🧠 TREND: L’intelligenza artificiale spinge il mercato dei chip di memoria
Il mercato dei chip di memoria sta attraversando una fase di forte crescita, trainata soprattutto dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dall’espansione dei data center. Componenti come la memoria DRAM, utilizzati anche negli smartphone e nei computer, stanno attirando un interesse crescente da parte dell’industria tecnologica, con investimenti sempre più rilevanti.
Il motivo è che nei sistemi di AI, infatti, non conta soltanto la potenza dei processori. I modelli devono accedere continuamente a enormi quantità di dati e trasferirli rapidamente tra memoria e unità di calcolo. Senza una capacità e una larghezza di banda adeguate, anche i processori più avanzati non possono essere sfruttati pienamente, con conseguenze dirette sulle prestazioni e sulla possibilità di far crescere le infrastrutture. Un segnale di quanto la memoria, spesso percepita come una componente di base, possa influenzare il futuro delle aziende tech, fino a determinare la sostenibilità dello sviluppo di nuovi servizi basati sull’intelligenza artificiale, nonostante la spinta sempre più forte verso la loro adozione.
Siamo abituati a parlare di processori, ma il vero limite dell’AI potrebbe essere la memoria? Cosa ne pensi? Condividi la tua opinione nei commenti.

🔐 Il Cyber Resilience Act entra nella fase operativa
Quando si parla di Cyber Resilience Act, il 2027 viene spesso indicato come l’anno decisivo, ma, in realtà, per le aziende tecnologiche la prima scadenza importante è molto più vicina. Dall’11 settembre 2026 entreranno infatti in vigore i nuovi obblighi di segnalazione per le vulnerabilità già sfruttate e per gli incidenti gravi che coinvolgono software e prodotti digitali.
Le tempistiche previste sono molto ristrette. Le aziende dovranno inviare una prima comunicazione entro 24 ore e fornire maggiori dettagli entro le successive 72. Per chi sviluppa tecnologia, questo significa essere in grado di riconoscere rapidamente un problema, valutarne la gravità e coordinare la risposta senza rallentamenti.
Per accompagnare le imprese verso questa nuova fase, la Commissione europea ha pubblicato nuove linee guida con chiarimenti ed esempi pratici. Il punto centrale è che la cybersicurezza non potrà più essere gestita solo quando emerge un’emergenza, ma dovrà entrare stabilmente nei processi di sviluppo e supporto dei prodotti.
Deepser è l’unica piattaforma di Service Management 100% italiana e ha la sicurezza europea tra i pilastri della propria architettura. Garantiamo la gestione dei dati nel rispetto del GDPR e dei requisiti di compliance, mantenendo protezione e controllo delle informazioni. Contattaci per saperne di più!

💻 Rubrica esclusiva Deepser: Lo Sguardo del CEO
Lo sapevi che ogni mese, Serman Nerjaku, CEO di Deepser, condivide in una rubrica riflessioni e punti di vista sui cambiamenti che stanno trasformando il Service Management e il modo in cui le aziende organizzano i propri servizi?
In ogni articolo affronta un tema diverso, partendo dall’esperienza maturata sul campo e da una visione strategica del settore. L’obiettivo è offrire nuovi spunti per interpretare i trend in corso e comprendere meglio le sfide che attendono le organizzazioni.
Clicca sui link per leggere gli articoli pubblicati:
- Maturità digitale delle aziende
- Leadership operativa nel Change Management
- Ruolo strategico dell’ITSM nell’industria
- AI e responsabilità decisionale
- Sovranità Digitale e il problema del vendor lock-in
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