La newsletter di giugno è arrivata!
Qui condividiamo ogni mese aggiornamenti e spunti per chi vuole seguire da vicino l’evoluzione della tecnologia e del Service Management.
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🛡️ TREND: I CISO rivedono le strategie di sicurezza di fronte all’avanzata dell’IA
Per anni proteggere un’azienda ha significato alzare barriere e sperare che nessuno riuscisse a superarle. Ora questa logica mostra tutti i suoi limiti. L’intelligenza artificiale corre anche nelle mani di chi attacca e i CISO (Chief Information Security Officer) devono ripensare il modo in cui guidano sicurezza e innovazione. Questo cambiamento nelle responsabilità è stato uno dei temi discussi questo mese durante il Gartner Security & Risk Management Summit. Più di chiunque altro, loro sanno che le reti aziendali oggi sono attraversate da persone, agenti IA, automazioni e carichi di lavoro che operano senza sosta. E se questi accessi vengono gestiti male, possono aprire nuove superfici di rischio.
Da dove cominciare, allora? Ecco alcuni consigli preziosi emersi durante l’evento:
- Gestisci le identità delle macchine con lo stesso rigore di quelle umane. Un agente lasciato senza controllo può aprire una porta proprio come un account compromesso.
- Definisci in anticipo quanto la tua azienda può sopportare. Le soglie di impatto devono essere chiare e collegate ai processi più delicati.
- Guarda alla velocità con cui riesci a rimettere tutto in moto dopo un attacco. Il tempo di ripristino pesa direttamente sul business.
- Riconosci l’innovazione che i tuoi team producono ogni giorno. Se funziona, trasformala in qualcosa che l’azienda possa riutilizzare.
- Affida ai SOC il supporto dell’IA. Così gli analisti possono lasciare il lavoro manuale sugli incidenti e concentrarsi su attività di maggior valore.
Anche Deepser lavora ogni giorno per offrire alle aziende un ambiente sicuro e affidabile per la gestione dei processi aziendali. La nostra piattaforma è certificata ISO 27001, uno degli standard internazionali più riconosciuti per la sicurezza delle informazioni, e aiuta le organizzazioni a proteggere dati con maggiore controllo.
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💡 5 dati del report UE 2026 sull’Italia digitale che devi sapere
Pubblicato proprio alla fine di giugno, il nuovo report sul Decennio digitale 2026 della Commissione europea monitora i progressi dei Paesi membri rispetto agli obiettivi digitali fissati dall’UE per il 2030. In Italia, il quadro è fatto di luci e ombre. Il Paese cresce su fibra, 5G, cloud, dati e servizi pubblici, mentre restano da rafforzare competenze digitali, adozione dell’IA e pieno utilizzo delle infrastrutture già disponibili. Ora il punto è capire quanto questi investimenti riusciranno a generare valore reale per cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Ecco ciò che devi assolutamente sapere:
✨ La fibra cresce, con una differenza importante tra città e aree rurali
La copertura in fibra fino all’abitazione ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane, superando la media UE del 74,1%. Il dato conferma un recupero importante sul fronte infrastrutturale, anche se nelle aree rurali la copertura scende al 44,5%, molto sotto la media europea del 62,6%.
✨ Il 5G copre quasi tutta la popolazione
La copertura 5G di base in Italia arriva al 99,8% della popolazione, sopra la media UE del 96,8%. È uno degli indicatori più forti del report e mostra quanto il Paese abbia accelerato sulla connettività mobile.
✨ Le PMI italiane sono avanti sul digitale di base
Il 79,5% delle PMI italiane ha raggiunto almeno un livello base di digitalizzazione, contro il 71,4% della media europea. Anche il cloud registra un risultato molto positivo, con il 68,1% delle imprese italiane che lo utilizza, rispetto al 46,7% dell’UE.
✨ L’adozione dell’IA è raddoppiata, con ancora spazio di crescita
L’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è passato dall’8,2% al 16,4%. La crescita è evidente, e il dato resta ancora inferiore alla media UE del 20% e distante dall’obiettivo nazionale del 60% entro il 2030.
✨ Le competenze digitali restano il vero nodo
Solo il 54,3% degli italiani possiede competenze digitali di base, contro il 60,4% della media UE. Anche gli specialisti ICT sono sotto la media, con il 3,8% degli occupati rispetto al 5% europeo. Il report mostra quindi che il problema non riguarda soltanto la disponibilità di infrastrutture digitali, ma anche la capacità di usarle davvero.
Tanti progressi, vero? Quale di questi dati ti ha colpito di più? Condividilo nei commenti.

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