Ottobre 2026 segna un passaggio importante per la NIS2 in Italia. A quasi due anni dalla scadenza europea per il recepimento della direttiva, l’attenzione si sposta sempre di più sull’applicazione. Per molte aziende coinvolte, questo periodo coincide anche con il termine previsto per adottare le misure di sicurezza richieste.
Adottata dall’Unione Europea nel 2022, la NIS2 è la direttiva nata per rafforzare il livello di cybersicurezza delle organizzazioni considerate essenziali o importanti per il funzionamento dell’economia e dei servizi. Ha ampliato il numero di settori coinvolti rispetto alla precedente NIS e ha introdotto requisiti più precisi sulla gestione del rischio, sulla risposta agli incidenti e sulle responsabilità interne. Dopo la fase del recepimento e dell’identificazione dei soggetti interessati, il 2026 porta sempre più aziende nella fase dell’attuazione operativa.
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Ottobre 2026 cambia la prospettiva sulla NIS2
In Italia questo passaggio è particolarmente evidente. Molti soggetti inseriti nell’elenco NIS nel 2025 arrivano in queste settimane al termine dei 18 mesi previsti per adottare le misure di sicurezza di base. La data esatta dipende dalla comunicazione ricevuta dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, quindi ottobre non coincide con un’unica scadenza valida per tutte le organizzazioni.
Il significato di questo periodo resta comunque molto chiaro. Nel 2025 gran parte del lavoro era concentrato sulla lettura degli obblighi e sull’organizzazione interna. Nel 2026 il punto diventa verificare quanto è stato davvero implementato. La NIS2 è entrata in vigore nell’Unione Europea nel gennaio 2023 e gli Stati membri avevano tempo fino al 17 ottobre 2024 per recepirla. Ora la fase normativa lascia sempre più spazio alla verifica di ciò che le aziende hanno realmente messo in pratica.
La NIS2 entra nel lavoro quotidiano dell’IT
La direttiva richiede che la cybersecurity trovi spazio nei processi aziendali di ogni giorno. Questo significa avere una visione aggiornata dell’ambiente tecnologico e sapere quali sistemi supportano i servizi dell’organizzazione. Gli ambienti IT sono sempre più distribuiti tra infrastrutture interne e servizi cloud, mentre parte delle attività viene affidata a fornitori esterni.
Quando le informazioni restano sparse tra strumenti diversi, ottenere una fotografia affidabile diventa più difficile. Avere dati aggiornati sugli asset e sulle dipendenze dei servizi diventa quindi una parte importante della gestione del rischio, perché permette di capire più rapidamente quali componenti possono essere coinvolti da un problema.
Asset, CMDB e fornitori diventano più rilevanti
L’IT Asset Management permette di mantenere aggiornate le informazioni sugli asset presenti nell’organizzazione, mentre il CMDB aiuta a capire come questi elementi si collegano ai servizi aziendali. Durante un incidente, questa relazione permette di passare dal componente interessato al servizio che potrebbe subirne le conseguenze.
La stessa logica vale per i fornitori. La NIS2 dedica attenzione anche alla sicurezza della supply chain e rende più importante conoscere le dipendenze da soggetti esterni. Sapere quali servizi dipendono da tecnologie gestite da terzi aiuta a valutare l’impatto di un problema e a individuare più rapidamente i soggetti coinvolti.
Incidenti e change richiedono più tracciabilità
La NIS2 introduce tempistiche precise per la notifica degli incidenti significativi. Una prima comunicazione deve avvenire entro 24 ore dalla conoscenza dell’incidente, seguita dalla notifica prevista entro 72 ore. Prima di arrivare alla comunicazione, però, il team deve riuscire a capire cosa è successo e quali servizi sono coinvolti.
Anche il Change Management entra in questo processo. Un incidente può essere collegato a un aggiornamento o a una modifica recente dell’infrastruttura, quindi poter risalire alle attività svolte aiuta a individuare più velocemente eventuali relazioni. La tracciabilità diventa utile anche per il management, che secondo la NIS2 deve approvare e supervisionare le misure adottate per la gestione dei rischi di cybersecurity.
La compliance passa dalla continuità dei processi
Adeguarsi alla NIS2 significa riuscire a recuperare informazioni affidabili quando servono. Bisogna sapere quali asset sono presenti nell’ambiente IT e quali servizi dipendono da essi. Durante un incidente serve ricostruire rapidamente cosa è successo, mentre nella gestione ordinaria diventa importante mantenere aggiornate le informazioni sulle modifiche e sulle dipendenze esterne.
Per molte aziende, ottobre 2026 rende questo passaggio particolarmente evidente. La preparazione lascia spazio alla verifica di quanto è stato davvero fatto, e la compliance dipende sempre di più dalla capacità di mantenere processi aggiornati e tracciabili nel lavoro quotidiano.
Con Deepser, asset e servizi possono essere gestiti all’interno della stessa piattaforma e collegati ai processi di Service Management. Il team può mantenere una visione più chiara dell’ambiente IT e recuperare più rapidamente le informazioni necessarie quando deve analizzare un incidente o verificare una modifica. ITAM, CMDB, Incident Management, Change Management e gestione dei fornitori lavorano sugli stessi dati, riducendo la frammentazione delle informazioni e migliorando la tracciabilità delle attività. Questo aiuta l’organizzazione a gestire in modo più ordinato molti dei processi che diventano centrali anche nel percorso verso la NIS2.
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